Ago
06

Cambridge

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Dal 10 al 24 giugno 2018 due studentesse della classe IV, Beatrice Congiu (scientifico) e Arianna Veglio (linguistico), grazie alla consueta disponibilità del professor Clifford Meharry, hanno avuto l'opportunità di frequentare il college The Leys di Cambridge. Le ragazze descrivono il loro soggiorno in questo modo: «È stata un'esperienza elettrizzante che non ha avuto nulla a che fare con ciò che ci aspettavamo. Abbiamo trascorso due settimane in un college con tanto di dormitorio, biblioteca, mensa, laboratorio di falegnameria, piscina, palestra e campo da cricket. Siamo state inserite nella vita collegiale come delle vere studentesse di Cambridge sin dal primo giorno quando abbiamo dovuto indossare qualcosa che ricordasse la loro uniforme. Abbiamo frequentato le lezioni che ci piacciono di più tra le quali inglese, chimica, biologia, arte, politica, economia, matematica, fisica e molte altre.

Quasi ogni pomeriggio abbiamo praticato attività sportive come pallavolo, danza e nuoto e abbiamo potuto sperimentare la pratica dello yoga. Abbiamo avuto modo di apprendere molto da queste due settimane ad esempio quanto possa essere difficile stare lontano da casa, ma allo stesso tempo quanto possa essere divertente crearsi una nuova famiglia con tanto di genitori in quanto in ogni dormitorio viveva un professore o una professoressa con la sua famiglia, responsabile di circa sessanta studenti per dormitorio e ogni mattina una gentile signora veniva a salutarci e a chiedere se fosse tutto a posto.

Numerose studentesse con le quali abbiamo fatto amicizia provenivano da paesi molto distanti: Russia, America, Cina o Thailandia. Nonostante tutte le numerose regole fondamentali per mantenere l'ordine tra gli studenti di diverse età e le numerose restrizioni ci siamo comunque divertite e siamo molto contente di aver potuto fare questa magnifica esperienza che ci ha permesso di confrontare la scuola italiana con quella inglese. Inoltre abbiamo avuto l'opportunità di visitare Cambridge con altre studentesse che ci facevano da guida e di fare una gita a Londra con il professor Meharry».

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