Ott
08

Attraverso la memoria

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 Proprio con queste parole, Attraverso la memoria, si intitola la manifestazione a cui ha partecipato il coro del Liceo valdese – al quale si sono uniti Cristina Pretto e Dario Paone, in sostituzione della direttrice Raffaella Azzario, impegnata in un concerto – domenica 2 settembre 2018 con l'esecuzione di quattro canti: Han camminato, Possa la tua strada, Qui donc dans le ciel e Shalom.

      Organizzata da vent'anni dall'Associazione Giorgio Biandrata di Saluzzo, sostenuta da numerosi enti pubblici e associazioni culturali italiani e francesi, riconosciuta con una medaglia dal Presidente della Repubblica, consiste in una camminata nell'alta val Gesso, fino al colle Ciriegia (m. 2543). Il percorso ripercorre il cammino fatto nel settembre 1943 da quasi un migliaio di ebrei in fuga da Saint Martin de Vèsubie nella speranza di sfuggire, una volta in Italia, allo sterminio nazifascista.

         Di fronte ad un pubblico di 150/200 persone, salite dall'Italia e dalla Francia sono intervenuti con messaggi istituzionali e personali: Attilia Gullino, Assessore del Comune di Saluzzo, Gian Paolo Beretta, Sindaco di Borgo San Dalmazzo, Marco Bernardi, Storico, Daniel Wancier, Presidente Yad Vashem Nice Cote d'Azur, Jean Louis Panicacci, Storico dell'Università di Nizza, Tommaso Saracco, nipote di Giulio Segre, Tema Zeldes, nipote di Chaya H. Roth, Sam Fajerstein, nipote di Gitta H. Fajerstein e Sandro Capellaro, Presidente dell'Associazione Giorgio Biandrata. Sono state molto toccanti le testimonianze dei nipoti di persone che effettuarono la marcia e molto significativo lo scambio tra Tommaso Saracco e Tema Zeldes dei libri scritti dai propri nonni a testimonianza della loro vicenda di perseguitati, fuggitivi e nascosti.

        Il colle diventa oggi un luogo di incontro per tutti quelli che vogliono ripercorrere i passi di quei profughi, salendo dal versante francese e quello italiano, in nome della memoria. E se le persone che hanno trovato davvero la salvezza allora oggi non ci sono più, salgono al colle i figli o i nipoti, provenienti da Francia, Stati Uniti, Israele, Germania, Italia, e tante persone che vogliono salvaguardare la memoria e mantenerla viva per le generazioni future. «Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria» dice cinicamente un personaggio de Il cimitero di Praga di Umberto Eco. Contro le tante “costruzioni dell'odio” del nostro mondo abbiamo cantato e condiviso con tanti presenti le parole di Shalom in tutte le lingue, vivendo insieme un momento di rievocazione e l'affermazione di un impegno, provando un'esperienza che ci ha commosso e rafforzato nello stesso tempo.

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