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Soggiorno a Casa Canada per la classe prima

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   Visto il gradimento che suscita ogni anno tra gli studenti di terza il soggiorno di formazione a Casa Canada nell'ambito di Alternanza Scuola Lavoro il collegio docenti ha pensato di proporlo anche agli studenti di prima per favorire la conoscenza reciproca e creare un gruppo coeso e affiatato. Pertanto giovedì 13 e venerdì 14 settembre 2018 il gruppo di “primini” si è recato al rifugio ai piedi della rocca Sbarua accompagnato, a turno, dal preside Marco Fraschia, dall'insegnante di Disegno e Storia dell'Arte Laura Trovato, dal professore di Greco Vincenzo De Alfieri e seguito per l'attività più propriamente didattica e formativa da Andrea Arnoldi. Per due giorni gli studenti oltre a sperimentare la convivenza in un rifugio di media montagna hanno fatto giochi, riflessioni e lavori di gruppo. Le impressioni che sono state raccolte sono senza dubbio positive.

         «Casa Canada è un rifugio di montagna immerso nei boschi del pinerolese, un luogo nel quale ogni piccolo elemento sembra essere intriso di magia, un luogo nel quale c'è sempre un'atmosfera serena, un luogo nel quale è bello trascorrere del tempo assieme tra amici» (Giorgio Trombotto).

         «Appena arrivati abbiamo ricevuto un'ottima accoglienza e poi ci siamo sistemati nella stanza dove avremmo dormito. Ci siamo messi subito a chiacchierare e tutto l'imbarazzo che c'era tra me e i miei compagni è sparito. Io ho trovato tutto fantastico, perché siamo usciti di lì non come classe, ma come amici» (Asia Granero)

         «La gita che abbiamo fatto mi è piaciuta molto, perché è stato un modo veloce e divertente per conoscerci. Non avrei mai pensato che in così poco tempo si potesse creare un gruppo con la G maiuscola. È stato utile il fatto di passare tutto il tempo insieme e dormire tutti nella stessa stanza, perché abbiamo avuto modo di mettere a confronto le nostre idee, i nostri gusti e le nostr esperienze» (Rebecca Zancanaro).

         «Le passeggiate nel bosco e le attività svolte nel rifugio – con un educatore molto simpatico – ci hanno aiutato a dare (e ricevere) fiducia e rispetto a compagni che conoscevamo poco. Proprio per questo motivo ci siamo sentiti liberi di socializzare e parlare» (Federica Bruno).

         «Il rapporto tra noi compagni di classe è migliorato velocemente, grazie ai giochi e alle attività, ma anche grazie alla libertà che avevamo. Il tempo passato nella stanza a chiacchierare e conoscerci meglio credo sia stata una parte importante. L'attività che mi è piaciuta di più è stata quella del “ponte”: con dei giornali e del nastro adesivo dovevamo costruire un ponte che reggesse un certo peso» (Alice Domina).

        «Non credo che in molte scuole si organizzi un'uscita scolastica così coinvolgente appena iniziato l'anno. Devo dire che è stata una grande idea. Io che vengo da una grande città in cui le scuole e le relazioni tra studenti sono spesso molto brutte so che talvolta in quelle situazioni si rischia di diventare vittime di bullismo solo per la propria sensibilità o il proprio carattere. Questo è difficile se da subito si è messi a stretto contatto con l'altro, come a Casa Canada, dove siamo stati tutti in una camerata comune. […] Il giorno dopo il rientro, tra di noi, era come s eci conoscessimo da cinque anni e non da cinque giorni. Abbiamo perfino chiamato il nostro gruppo whatsapp “The five”, cioe “I cinque”, per via di questo paragone di cinque giorni come cinque anni di conoscenza» (Gabriele Balzola).

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