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Una lezione di archeologia

L'8 aprile non è stata una giornata come le altre. Come tutti noi alunni sappiamo, le giornate scolastiche che seguono vacanze o viaggi di studio sono molto pesanti. Tuttavia, quel lunedì, primo giorno di scuola dopo il soggiorno di studio a Dublino, nelle ultime due ore è stata proposta sia a noi della classe prima che ai ragazzi di seconda, una lezione fuori dal comune: ci siamo trovati davanti, nell'aula di Latino, due giovani laureati in archeologia, Giacomo Rosso e Marta Grondana, che hanno tenuto una lezione molto particolare sul loro lavoro e sul loro campo di competenza.

All'inizio ci hanno chiesto di spiegare cosa, secondo noi, fosse l'archeologia. Nonostante un leggero imbarazzo, alcuni dei miei compagni hanno abbozzato qualche idea. Dopodiché ci è stato spiegato che dovevamo dimenticarci della paleontologia e dei programmi televisivi poco realistici. Chiaramente noi ci immaginiamo l'archeologia come lo scavo: in realtà c'è anche una gran parte di studio da svolgere in biblioteca e negli archivi.

Giacomo e Marta ci hanno poi mostrato alcuni dei loro strumenti di lavoro, che vengono impiegati negli scavi veri e propri, spiegandoci in che ordine vengono usati. Questi attrezzi sono: piccone, cazzuola, malepeggio (un piccone piccolo e maneggevole).

In campo archeologico lavorano poi diversi specialisti: gli addetti agli strati del terreno, agli scavi, alla ricostruzione e ai rilievi. Questi ultimi rilevatori si occupano di disegnare gli schemi degli scavi e di mapparli con delle macchine apposite. Molto spesso si pensa che lo scavo sia una zona dove si spala fuori tutto il terreno, fino a quando non si trovano dei reperti, ma a noi è stato spiegato che quel terreno è una parte importante e che uno scavo può essere produttivo anche senza il ritrovamento di reperti. Infatti, il terreno è composto da sedimento naturale o antropico, utile anche alla ricostruzione della storia di quel terreno.

Infine, i due ragazzi ci hanno mostrato una raccolta di fotografie raffiguranti giorno per giorno un loro scavo a Gravellona Toce. È stato molto interessante imparare, da due giovani appassionati professionisti del mondo dell'archeologia, come funziona a livello il pratico il loro lavoro.

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